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Carpineto Sinello Castello Bassi

Carpineto Sinello Castello Bassi Descrizione dell’edificio. Carpineto Sinello, Guilmi e Casalanguida, furono i capisaldi della difesa meridionale del Ducato e quindi del Regno prima dell’invasione normanna. In base allo stato attuale delle conoscenze e in attesa di indagini archeologiche e di attenta lettura degli alzati (rese peraltro di difficile lettura per la presenza di ponteggi), si può confermare la datazione del primo impianto (XIV secolo), confrontando la torre quadrangolare con quelle angolari del castello di Tocco Casauria, e al XVI e XVIII secolo le successive trasformazioni. L’ edificio fu eretto intorno ad una torre quadrangolare medievale orientata in direzione settentrionale e dominante la sottostante valle del Sinello.La fabbrica è composta dall’aggiunta di più corpi in cui emergono la torre più antica (quadrangolare con muri a scarpa), la parte residenziale (palazzo fortificato) e il cortile. Sia per il primo impianto che per le trasformazioni, i materiali utilizzati sono quasi sempre la pietra calcarea appena sbozzata e sporadicamente la pietra arenaria. Nella parte residenziale del XVIII secolo si conservano dei pregevoli dipinti murali e alcuni particolari in stucco nel cornicione del cortile. (M. Ma.)

Mozzagrogna Castello di Septe

Mozzagrogna Castello di Septe Storia - cenni Sono stati rilevati numerosi reperti archeologici come cocci, statuette bronzee, una colonnina con capitello in stile greco, delle tombe che ci permettono di ricollegare la nascita di questo comune sin dall’epoca pre-romana. L’arrivo dei longobardi in Italia, a partire dal 568 d.C. portò devastazione e angherie alle popolazioni coinvolte e, solo in seguito alla loro conversione al Cristianesimo, mutarono il loro atteggiamento sulle terre conquistate. Agli inizi del XVI secolo numerose famiglie albanesi, per sfuggire alle guerre scatenate da Giorgio Castriota, approdarono sulle opposte sponde adriatiche.
Fu proprio in questo periodo che formarono villaggi ripopolando diverse zone dell’Abruzzo tra cui Mozzagrogna. Col tempo, considerati come stranieri, vennero utilizzati e sfruttati come contadini e operai a basso costo. L’abolizione del sistema feudale nel 1806 da parte di Giuseppe Bonaparte, non servì di fatto ad eliminare privilegi e feudi baronali.  Dopo il 1880 la povertà e la disperazione spinsero la popolazione a cercare fortuna in America. Questo fenomeno si ripetè anche nel secolo scorso a causa dei due conflitti mondiali che sconvolsero la vita del paese. Questo si riprese con fatica solo diverso tempo dopo.  la Chiesa parocchiale di San Rocco. Risalente al medioevo, presenta oggi un aspetto derivantegli dai lavori del 1950; la chiesa di Maria Santissima della Vittoria. Eretta nel 1855, si trova in contrada Villa Romagnoli; il castello di Septe (o forse Septae). Costruito tra il IX e il X secolo, venne poi ricostruita in tempi recenti fino a raggiungere l'aspetto attuale; la villa Marcantonio. Risalente ai primi del '900 in stile neo-accademico e liberty.

Palena Castello ducale Il castello di Palena

Palena Castello ducale Il castello di Palena è posto sul punto più alto dell'abitato e spicca nel contesto del paese per la sua mole. Le origini del castello vanno probabilmente rintracciate nel pieno Medioevo dal momento che Palena, già dall'anno Mille, viene ricordata come feudo di Matteo Da Letto. In seguito la struttura passò nelle mani delle più importanti famiglie feudali della zona: dai conti di Valda ai Conti Borrelli, dai Mallerius ai conti di Sangro, che apportarono notevoli modifiche alla struttura. Al XIV secolo risale il dominio dei conti di Manoppello, al XV quello dei Caldora e dei Conti di Capua, ed infine dei D'Aquino che ne rimasero proprietari fino al 1807. Questa antica roccaforte, chiamata un tempo Castel Forte, è in realtà giunta a noi in forme più riconducibili alla tipologia del palazzo fortificato che a quelle di un vero e proprio castello. La struttura nel corso dei secoli ha infatti progressivamente perso molti elementi caratterizzanti, come il coronamento merlato, i torrioni di rinforzo, il mastio e in ultimo il belvedere, distrutto dal terremoto del 1933. Subì anche ingenti danni dopo l'ultimo conflitto mondiale in seguito al quale fu ricostruito nel 1950. Oggi il palazzo è caratterizzato da una pianta rettangolare irregolare, che si rivela frutto di aggiunte e trasformazioni secolari. Esternamente le cortine murarie, leggermente scarpate, sono l'unico elemento che ancora ne rivela l'origine militare, mentre altri elementi, come le file di ampie finestre e la loggetta sull'avancorpo, ne danno l'immagine di una residenza nobiliare sobria ma elegante. Il castello Ducale è oggi sede del Museo Geopaleontologico Alto Aventino.

Casoli Castello Masciantonio

Casoli Castello Masciantonio Il castello di Casoli si trova sulla parte alta dell’abitato, sopra un colle posto alla destra del fiume Aventino, da cui domina la valle con il grazioso lago S. Angelo e le colline circostanti. Nessun documento ci attesta l’epoca di costruzione del castello ma di certo le sue vicende ebbero a che fare con il feudo di Casoli che prima fece parte della Contea di Manoppello (XII sec.) e poi, dal 1369 fino al 1489, fu feudo degli Orsini. È proprio sotto il casato degli Orsini che fu iniziata la costruzione della struttura che in seguito divenne possedimento della Famiglia D’Aquino.
È probabile che la parte più antica del complesso fortificato sia l’alta torre puntone a forma di pentagono, eretta per difendere le valli dell’Aventino e del Sangro. Oggi la torre si trova inserita fra la Chiesa di S. Maria Maggiore ed il castello, del quale sorveglia l’ingresso. Successivamente, in epoca rinascimentale, venne aggiunta una parte residenziale, che si estende attorno ad un cortile quasi rettangolare; la porzione che mostra con maggiore evidenza i caratteri dell’abitazione è quella più grande, posta sul lato meridionale del cortile, che costituisce il castello vero e proprio. A dimostrare la funzione abitativa e la natura di palazzo nobiliare di questa costruzione vi sono infatti le decorazioni sulle facciate, l’ampiezza delle finestre e del portale d’ingresso, l’elegante coronamento con apparato a sporgere. Anche la torre è coronata, ma con un apparato a sporgere a beccatelli più evoluto e complesso.
Durante il Novecento la storia del castello si lega al nome della famiglia Masciantonio che ne rimase proprietaria fino al 1981 e che ospitò più volte personaggi come Gabriele D’Annunzio, il quale soggiornò spesso in compagnia del pittore Michetti, del musicista Tosti e dei letterati Scarfoglio e De Titta. Recentemente l’intero complesso è stato oggetto di restauro.

Roccascalegna

Roccascalegna Castello La presenza della fortificazione sulla roccia impervia ha attirato in questo paese, durante il tempo della storia, potenti interessi di signoria.
Longobardi, benedettini, normanni, svevi, aragonesi ed angioini volevano beneficiare del riparo sicuro di un luogo appartato, per le truppe e per i momenti vulnerabili del ristoro in un territorio di frontiera.
 
Giunge evidente al nostro giudizio la meraviglia e la tenacia degli edili longobardi di fronte all’opera sullo sperone nudo.
Architetti dalla “penna” buona e strateghi militari dei tempi oscuri avevano intuito la funzione che questo baluardo avrebbe svolto per molti secoli ancora.
L’efficienza militare della costruzione sarebbe stata perfezionata tra il XV e il XVI secolo,all’epoca dei duri scontri tra le parti Angioine ed Aragonesi, mentre le armi impiegate si perfezionavano nella “tecnologia”.
 
Il Castello, nel dar riparo alle truppe armate, conosce le vicende dell’Italia post-unitaria come sede della guardia nazionale contro le gesta leggendarie del
brigantaggio dei Cannone e dei Di Sciascio.
Saggio ed esperto nell’arte della guerra, l’avamposto cederà le fondamenta non armate in un fragoroso crollo di una notte del 1940 : non voleva più saperne di un’altra storiaccia che stava per avvenire.

Archi Castello

Archi Castello Il castello di Archi, oggi in stato di rudere, è situato su un'altura boscosa, nella parte più alta del paese, dalla quale domina la Valle dell'Aventino e quella del Sangro. In epoca medievale esso fu tra le strutture cardine del sistema di fortificazioni posto a difesa delle zone meridionali della Maiella e della valle del Sangro. La sua funzione in tal senso era già attestata nell'XI secolo, quando aveva molto probabilmente già assunto la fisionomia di un complesso fortificato, con il castello e le mura di cinta. La struttura del forte si presentava a pianta quadrata e agli angoli si erigevano massicci torrioni cilindrici, ancora oggi in buona sostanza conservati. Il fortilizio fu eretto secondo le basilari tecniche costruttive del tempo, che prevedevano l'utilizzo di pietra e malta, e doveva avere un certa imponenza. Molteplici sono state le fasi di trasformazione che l'hanno interessato nel corso dei secoli e ancor più numerosi i proprietari che hanno gestito il relativo feudo. L'ultima nobile famiglia che potette vantare diritti sulla proprietà del forte, prima dell'estinzione dei diritti feudali nel 1806, fu quella degli Adimari, marchesi di Bomba. Durante il secondo conflitto mondiale il castello venne trasformato in linea di difesa del fronte contro l'avanzata delle truppe alleate inglesi e, purtroppo, durante uno degli scontri le mura vennero distrutte. Una parte del castello fu invece fortunatamente sottratta alla distruzione delle mine grazie all'intervento di alcuni uomini valorosi. Pur se allo stato di rudere, il castello costituisce una delle testimonianze architettoniche più importanti del borgo fortificato. E' facilmente visitabile data la vicinanza al centro abitato.

Montazzoli CastelloI

Montazzoli CastelloIl Castello di Montazzoli sorge su uno stretto sperone roccioso sovrastante le valli circostanti ed il borgo. La conformazione di tale sperone ha condizionato fortemente l'andamento della pianta dell'edificio che sebbene sia tendente al rettangolo è infatti molto irregolare, con ambienti distribuiti intorno ad un cortile interno con cisterna. Il complesso, sorto nel XVI secolo, si distribuisce in altezza su due livelli (più un mezzanino sul prospetto est) ed è caratterizzato esternamente da una forte scarpa basamentale separata, sui prospetti est e sud, dalla superiore parte appiombo da un marcapiano in travertino. Il prospetto nord invece, quasi interamente ricostruito dopo il terremoto del 1907, è in blocchi di pietra squadrati e regolari e conserva della muratura antica solo la parte basamentale. Anche le cinque grandi finestre che si aprono sul lato nord con spalle in mattoni e arco fortemente ribassato, hanno caratteristiche diverse da quelle degli altri prospetti. La compatta massa muraria dei prospetti sud ed est è interrotta esternamente solo dalle aperture: quadrate e più piccole quelle del piano inferiore, più ampie e dotate di balconi su mensole in pietra quelle del piano nobile, che in alcuni casi si presentano sormontate da lunette in pietra. Di particolare interesse è una finestrella quadrata che interrompe il marcapiano del lato est: è la finestrella del carcere e sul davanzale costituito da un blocco di arenaria è inciso il motto "Nolite Nocere". Sul prospetto est è anche addossato un piccolo passaggio coperto, affiancato da una gradinata che permette l'accesso ad un pianerottolo, una volta ponte levatoio, su cui si apre l'unico ingresso dell'edificio, ovvero un portale in pietra con arco ogivale e battenti in legno. Il piano terra conserva in parte pavimenti in piastrelle di ceramica dipinte con motivi floreali probabilmente del diciannovesimo secolo. Di particolare pregio artistico anche i soffitti di alcuni ambienti interni sia del piano terra che del piano nobile, affrescati con motivi geometrici e floreali o con volute neoclassiche realizzati probabilmente tutti tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Anche il cortile conserva elementi di interesse artistico come il frammento scultoreo medievale murato nel pozzo. Il castello, di proprietà privata, è usato come residenza da più famiglie.

Monteodorisio

Monteodorisio CastelloCostruito in modo strategico sulla cima del borgo, il castello controlla la valle del Sinello e, malgrado i cambiamenti dell’intorno e qualche goffa manomissione, è una delle strutture fortificate più notevole dell’Abruzzo, sia per quanto riguarda gli accadimenti storici sia per le sue caratteristiche costruttive, ed è accostabile a quelle di Ortucchio e Ortona. Il complesso, di cui tuttora è visibile l’originaria struttura quadrangolare con torri d’angolo cilindriche scarpate, databile al 1400, è tuttora contraddistinto fortemente dall’originario ruolo difensivo sul quale prese il sopravvento quella abitativa, in seguito a diversi rimaneggiamenti che hanno evidenziato il susseguirsi delle famiglie proprietarie, tra le quali si possono ricordare i D’Avalos.
Del castello si preservano il tratto murario del lato maggiore nord-occidentale, fornita di quattro bocche di cannone, il complesso residenziale sul lato minore sud-occidentale e tre delle originarie quattro torri. Il torrione ovest è ornata da un coronamento a mensole a forma di becco, senza feritoie e dal compito puramente ornamentale, con un superiore ornamento ad archi intrecciati, sormontato da un secondo ad ovoli; in quella situata a nord, è visibile, sotto al redondone collocato come è solito tra la scarpa e il livello superiore appiombo, un particolare motivo ornamentale con i mattoni collocati a spina di pesce.
Le mura, edificate per la maggior parte con materiale locale, prevalentemente mattoni e ciottoli, mostrano alcune opere di consolidamento riferibili al finire del 1400 ed altri databili al 1960.
Nella zona nella quale una volta si trovavano la quarta torre e il tratto murario di raccordo tra questa e le torri vicine, attualmente c’è una costruzione usata come residenza mentre vicino ad essa, a meridione, è stato collocato in modo improprio un serbatoio idrico costruito recentemente che impedisce l’utilizzo dello spazio del castello, mutandone in modo irrimediabile il contesto paesaggistico e urbano.

Vasto

Vasto Castello Il possente castello di Vasto è ubicato in pieno centro storico e rappresenta uno dei monumenti più rappresentativi della città. La parte più interessante ed antica affaccia su piazza Barbacani, mentre su piazza Rossetti prospetta il palazzo ottocentesco in stile neoclassico. La sua costruzione, su un preesistente castello, di cui in piccola parte ne riutilizzava le mura, risale al 1439, su disegno dell'architetto senese Mariano di Jacopo detto Il Tàccola, secondo la nuova tecnica di fortificazioni a bastioni. Giacomo Caldora, signore del Vasto, ne ordinò la costruzione facendone la chiave di volta del sistema difensivo della città.  Nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni e rimaneggiamenti. E' stato utilizzato come carcere per tutto il XVII secolo, ristrutturato e rinforzato militarmente nel 1713, nell'Ottocento il castello assunse funzione residenziale con sopraelevazioni esterne che hanno via via privato la struttura del suo uso e del suo aspetto militare, per adeguarlo alle esigenze abitative.
Oggi, la poderosa costruzione a pianta quadrata, che si sviluppa intorno ad un cortile, è formata da quattro cortine, due bastioni a mandorla con eleganti beccatelli e due torri, una termina con una cupola con il pinnacolo a lanternino e l'altra si presenta con una merlatura circolare. Un fossato cinge il lato settentrionale del castello, su cui vi e' un ponte levatoio. Il portale quattrocentesco, in pietra,incassato nel centro della cortina, si presenta ancora in buone condizioni. Il castello non e' visitabile perché proprietà di privati ed in parte è adibito ad uso residenziale e commerciale

Lanciano Torri Montanare

Lanciano Torri Montanare
Per varie porte si apre l'adito a questa città, fabbricate sul gusto dei mezzi tempi, con guardie, antímurí, merli, torri e ponti a levatoio, per poter impedire qualunque incursione. Così nel 1790 scriveva l' Antinori parlando delle mura che cingevano Lanciano. Oggi esistono integre solo le Torri Montanare, che guardano la valle che si apre verso la Maiella. Vennero erette verso la fine dei secolo X quando la città si estese con la costruzione del nuovo quartiere di Civitanova, per rendere più sicura quella parte della città che terminava in pianura.
Il tratto lungo Via S. Spaventa è costituito da muratura a faccia vista con scarpa esterna. A Nord, invece, le mura sono costituite da una struttura mista di pietrame e mattoni, circostanza questa che fa supporre l'essere la struttura originaria di tutte le mura.
La Torre medievale interna è a pianta rettangolare ed è formata da 3 lati chiusi e il 4, quello rivolto verso l'interno, aperto in modo tale da precluderne l'uso contro la Città da parte dei nemico che fosse riuscito a conquistarla. Nell'angolo Nord-Ovest è situata la torre più bassa sporgente verso l'esterno, che risale al XV secolo.


 
 
 
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