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Serramonacesca Castel Menardo

Insieme all'antica torre di Sutrium, presso Bussi, la torre di Cermignano rappresenta un raro esemplare di torre a pianta triangolare in Abruzzo. Fu sicuramente eretta come struttura di avvistamento e controllo sulla Valle del Vomano in epoca medioevale (fine XIII, inizi XIV sec.) e prende il nome, come il borgo intorno, da un duca Gualtieri che ne fu il possessore. Posta su un costone roccioso, potenziata da contrafforti in mattoni, a dominio di un vasto territorio, costituiva un punto di riferimento valido nel sistema di avvistamento dell'intera vallata. La torre è alta circa 18 metri e presenta la sommità caratterizzata dall'apparato a sporgere su beccatelli, concluso da merlatura ottenuta con l'impiego di laterizi assemblati con grande cura. Nel 1976 la torre è stata parzialmente recuperata e reintegrata nel borgo: oggi è visitabile.


Ortona Castello aragonese

Il Castello Aragonese, edificato nel XV secolo, sorge sul promontorio denominato  "La Pizzuta", che cade a strapiombo sul mare,  da cui domina l'articolata e suggestiva costa adriatica.  Nel corso dei secoli, fu sottoposto a varie modifiche e ristrutturazioni. Originariamente il maniero aveva una pianta trapezoidale, non esattamente regolare, con  torrioni cilindrici, altamente scarpati, agli angoli, secondo lo schema aragonese diffuso in tutto il mezzogiorno. L'unico ingresso al castello, ad arco a tutto sesto e del tutto privo di elementi decorativi, è posto a circa metà altezza della torre sud-ovest. Il lato occidentale è alquanto bombato, mentre il lato orientale è affacciato sul porto.  La muraglia è costituita da pietre squadrate irregolarmente, ciottoli e mattoni. Durante l'ultimo conflitto mondiale, il maniero ha subito pesanti bombardamenti e, nel 1946, a causa di una frana, ha perso buona parte delle mura di nord-ovest. Delle quattro torri originarie, oggi ne restano solo tre


Popoli Castello Cantelmo

Costruito nel 1015 dal vescovo Tidolfo. Nel 1269 passò ai Duchi Cantelmo che ebbero il feudo di Popoli fino al XVIII secolo. La struttura è posta su un’altura in mezzo ad una pineta ed è raggiungibile tramite una strada a scalinata che parte dalla piazza principale del paese. La pianta è all’incirca triangolare, con la muratura di recinzione, la torre quadrata e il torrione rotondo.


Loreto Aprutino Castello Chiola

Il Castello Chiola, arroccato sulla cima del colle su cui sorge il borgo antico di Loreto Aprutino, gode di una posizione privilegiata tra i monti del Gran Sasso, quelli della Maiella e la costa adriatica. La presenza di una struttura fortificata nel punto in cui sorge il castello, è testimoniata da tempi remoti, addirittura dall'anno 864 d. C.; i primi documenti storici infatti, riferiscono che il sito, nel periodo altomedioevale, fu un presidio Longobardo e successivamente, nel 1071, avamposto dei Normanni. In età basso medievale, dal XIII secolo, la struttura fu dimora di nobili famiglie feudali, dai D'Aquino, ai D'Avalos, ai Caracciolo, fino a diventare di proprietà della famiglia Chiola che qui visse dal 1843 al 1995. Proprio grazie ai Chiola il castello, che all'epoca versava in condizioni di fatiscenza, venne restaurato e trasformato nell'attuale palazzo dall'architetto Francesco Valentini, che ne attuò un'originale rilettura in chiave neo-cinquecentesca. Oggi la costruzione si presenta molto stratificata e alterata in seguito alle numerose modifiche subite negli ultimi secoli. La facciata, maestosa, è dominata dal portale ad arco, sormontato da un grande balcone, sopra il quale si aprono le finestre neoclassiche. Entrando, un androne in salita immette nell'antico cortile con cisterna, abbellito da sculture e stemmi e oggi trasformato, grazie ad un'audace copertura in alluminio e vetro, in un luogo fruibile per il pubblico. All'interno le camere e le sale, totalmente restaurate, conservano elementi architettonici antichi come le volte a botte e a crociera. Il Castello Chiola è oggi una struttura alberghiera e congressuale, utilizzabile per riunioni, manifestazioni di prestigio e banchetti.

Crecchio Castello De Riseis L'antica fortezza di Crecchio

Crecchio Castello De Riseis L'antica fortezza di Crecchio è un edificio a pianta regolare quadrangolare con quattro torri posti agli angoli. La muratura è realizzata in pietrame squadrato su una sola faccia, impilata, con blocchi di arenaria compatta ben squadrata agli angoli. Gli spessori delle mura variano da circa 1,80 a 0,80 metri.
La torre di avvistamento, la più antica, più grande ed alta delle altre tre, rappresenta una tipica torre normanna del XII secolo, e, fino al 1943, era sormontata da merli irregolari, a testimonianza della sua funzione difensiva. La torre è detta dell'"ulivo", ed è formata da tre livelli. Il piano terra era destinato a deposito per viveri ed era accessibile solo attraverso una botola ubicata al primo piano. L'accesso al primo piano invece era possibile solo attraverso una scala a levatura che si andava a chiudere in caso di attacco. L'accesso al piano superiore ed al piano esterno di avvistamento era possibile solo attraverso una stretta scala a chiocciola in pietra che salendo gira a destra; tale accorgimento, utilizzato nelle costruzioni strettamente militari, avvantaggiava i soldati posti a difesa, in quanto, chi attaccava era costretto a portare le armi con la mano sinistra.
Oggi nel castello di Crecchio è possibile visitare il Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale nato grazie alla preziosa e fattiva collaborazione fra istituzioni e volontariato. Il Museo espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca che l'Archeoclub d'Italia sede di Crecchio ha condotto, dal 1988 al 1991, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo, sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio. Vi sono inoltre altri reperti ostrogoti e longobardi provenienti dal territorio abruzzese, che insieme riescono a ricostruire la vita dei Bizantini in Abruzzo, la guerra contro i goti, le vicende che riguardarono la zona costiera tra fine del VI e l'inizio del VII secolo. Il percorso espositivo ospita la sala Alberto Carlo Fraracci che espone invece una collezione etrusca, donata all'Archeoclub d'Italia sede di Crecchio nel 1995. La sezione storica del museo è dedicata alla storia del castello. Gli anni d’oro del Castello Ducale di Crecchio torneranno a vivere anche attraverso una eccezionale documentazione fotografica che conferma il Castello di Crecchio come meta e rifugio di sovrani, principi e personalità che hanno segnato un’epoca della nostra storia.

Nocciano Castello De Sterlich-Aliprandi

Nocciano Castello De Sterlich-Aliprandi Il castello di Nocciano si presenta come un'imponente struttura fortificata che sorge tra le valli del Cigno, del Pescara e della Nora. Alcuni studiosi ritengono che la fondazione della fortezza sia da ricondurre addirittura all'anno Mille, periodo al quale risalirebbe l'edificazione del torrione ovest a base scarpata poligonale, successivamente inglobato nell'edificio più tardo. Tuttavia la storia del castello si lega principalmente a quella della famiglia De Sterlich-Aliprandi che ne mantenne la proprietà fino alla metà del XX secolo e la cui presenza a Nocciano risale al XV-XVI secolo, quando la fortezza iniziò con buona probabilità ad assumere l'aspetto attuale e con esso a perdere la funzione prettamente militare che doveva avere in precedenza. La struttura ha una pianta irregolare con una forma che si avvicina ad una doppia "L". Il prospetto principale, ad andamento poligonale, è sottolineato da una larga rampa d'accesso in pietra che conduce al portale principale, con arco a tutto sesto, incorniciato da una riquadratura leggermente aggettante. Sulla facciata si notano varie finestre pertinenti certamente alle diverse fasi costruttive del castello. Tra queste particolarmente pregevole è una stretta monofora trilobata e strombata che in origine doveva essere forse una feritoia. Entrando nel castello si accede ad una piccola corte pavimentata a ciottoli che si apre da un lato verso il giardino e che conserva al piano nobile una graziosa loggetta a tre arcate e un coronamento con merli ghibellini. All'interno il castello è stato ristrutturato in seguito agli interventi di restauro terminati nel 1993; molti ambienti conservano ancora suggestive volte a crociera, arcate e pilastri in pietra a vista. Il Castello, proprietà del Comune di Nocciano, è sede del Museo delle Arti.

Torre de' Passeri Castello Gizzi Il castello Gizzi

Torre de' Passeri Castello Gizzi Il castello Gizzi, chiamato popolarmente "Castelluccio", domina, dalla sua posizione collinare, la cittadina di Torre De' Passeri. Fu edificato nel 1719 per volontà della famiglia Mazara di Sulmona, sotto l'egida della marchesa Smeralda. La sua non fu una vera e propria costruzione ma piuttosto una ristrutturazione, poiché sorse sulle fondamenta di una delle antiche torri di difesa dell' Abbazia di San Clemente a Casauria, risalente al XII secolo, della quale sono ancora presenti tracce delle mura basamentali e del muro di cinta del piazzale. Oltre al castello, una dependance, una cantina ed un ampio parco formano quello che risulta essere un vero e proprio complesso. Sulla facciata principale del castello si apre un maestoso portale in pietra, sormontato da un imponente balcone, al di sopra del quale è posto lo stemma della famiglia Mazara. A lato della stessa facciata sono ancora presenti cinque archi medievali che si affacciano sul panorama sottostante. La struttura principale era composta da quattro livelli: i primi due, interrato e seminterrato, destinati alla lavorazione dei prodotti agricoli, e quelli superiori riservati alla residenza. Nel piazzale antistante la costruzione sono presenti un sarcofago del IV sec. a.C. e due rocchi di colonne di epoca imperiale. Nel 1967 la proprietà del castello passò dall'ultimo erede dei Mazara alla famiglia Gizzi, per divenire sede, nel 1979, dopo essere stato ristrutturato, dell'Istituto di Studi e Ricerche Casa di Dante in Abruzzo. Attualmente le sale del castello ospitano l'Istituto di Studi e Ricerche Casa di Dante in Abruzzo. Nel castello sono inoltre presenti il museo dantesco "J. Bellonzi" e la biblioteca "M. A. Caldora".

Salle Castello Il Castello

Salle Castello Il Castello di Salle fu costruito prima dell’anno Mille come feudo dell’Abbazia di San Clemente a Casauria. Oltre al fatto di essere citato nel “Chronicum Casauriense”, abbiamo una documentazione certa dall’incisione sul portale dell’Abbazia che porta il “Sallis Castrum” tra i 72 castelli della sua cinta difensiva.
Quindi lo scopo primario di questo castello fu solo difensivo, successivamente, con l’evolversi del feudalesimo, venne utilizzato anche a scopo abitativo.
Intorno al Cinquecento il castello passò nelle mani di varie famiglie quali i Colonna, i Gonzaga e i D’Aquino, fino a che, nel 1646, non divenne proprietà del barone Giacinto de Genua (Di Genova) che fu il primo a dimorare fisicamente a Salle, modificando il fortilizio in palazzo signorile. La famiglia Di Genova ne mantiene ancora la proprietà.
Il castello, distrutto dal terremoto del 1915, è stato restaurato intorno agli anni 1970; presenta una pianta quadrangolare ma irregolare, possenti mura dalle quali spuntano due torrette con merlature rettangolari e una terrazza dalla quale si gode una magnifica vista sulla valle dell’Orte e sulla Maiella.
Il castello, dichiarato monumento nazionale, accoglie all’interno un Museo Medievale Borbonico e conserva documenti, stampe, armi medioevali, quadri e mobili appartenuti alla famiglia Di Genova.


 


 
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