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Civitella del Tronto

Fortezza Al primo slargo, si ergono, tessuti in travertino indorato dai secoli, le case, le Chiese, gli aviti palazzi sovente sormontati dalle armi gentilizie del casato. La cerchia muraria, infine, di cui residuano significativi resti lungo il versante meridionale e che cinge l’agglomerato dal XIII sec., contribuisce alla caratterizzazione di una città-fortezza concepita per la difesa a ritroso, via dopo via, sino agli inviolabili spalti del Forte, dove le case, corredate spesso da ostili feritoie, disposte a schiera e digradanti, l’un l’altra addossata ad incoraggiarsi, si propongono come veri e propri antemurali difensivi.
Fu verso la fine del XVI secolo, a seguito dell’assedio del 1557, che la città, sostanzialmente, acquisì l’attuale connotazione, con la ricostruzione ed ampliamento della Fortezza e del sottostante borgo di cui da sempre è a guardia. Vi giunsero, per la bisogna, numerosi “magistri vagantes”, lapicidi comacini e lombardi già distintisi nell’ascolano (come la prosapia dei Giosaffatt i), caratterizzando il contesto, ingentilendo le robuste ma essenziali architetture, inserendo certi elementi ricorrenti di singolare fattura in edifici pubblici e privati, dispiegando testimonianze del loro estro.



Pineto torre di Cerrano

La torre di Cerrano è situata a pochi chilometri a sud dell'abitato di Pineto e, immersa nel verde di una pineta, guarda direttamente sul mare. Dalla documentazione esistente possiamo dedurre che l'area su cui la torre venne eretta era quella di un porto attivo sin dall'età dell'antica Roma. La sua era evidentemente una funzione di avvistamento costiero, in un periodo in cui il mare rappresentava una seria minaccia d'invasione per le popolazioni limitrofe. L'edificazione del presidio risale al XVI secolo (alcune fonti parlano del 1490, altre del 1494 come data di fondazione) ed è da ricondursi all'opera di potenziamento difensivo voluta dai vicerè spagnoli di Napoli, Alvares di Toledo e Parafan de Ribeira. E' ancora facilmente riconoscibile il nucleo originario del complesso, costituito da una torre a tronco di piramide, a pianta quadrata, con apparato a sporgere sorretto da massicci beccatelli terminante con coronamento merlato; di successiva costruzione (inizi XX sec.) è la torretta quadrata superiore, anch'essa coronata da merli. Nei due secoli che seguirono la sua costruzione, la torre appartenne ai marchesi di Cermignano e di Scorrano; agli inizi del '900 venne acquistata dall'ufficiale Filiani, che ne curò la ristrutturazione rispettandone l'originario stile ed aggiungendo la torretta terminale; nel corso degli anni '20 la proprietà passò al marchese De Sterlich, che volle la costruzione del corpo aggiunto sul lato meridionale. La Torre di Cerrano, ulteriormente ampliata con un corpo di fabbrica ad L verso sud-est negli anni 1982-1983, ospita attualmente un importante Laboratorio di Biologia Marina e la sua area è il fulcro del Parco Marino del Cerrano, importante riserva della flora e della fauna marina della costa Adriatica.


 Martinsicuro Torre Carlo V

Quella di Martinsicuro è una delle più rappresentative torri costiere d'Abruzzo; situata a breve distanza dal fiume Tronto, è facilmente visibile dalla Statale Adriatica. Chiamata anche "Torre di Carlo V", costituiva la prima di un serrato sistema difensivo di 18 torri costiere, costruito con lo scopo di arginare le continue scorrerie di turchi e nordafricani. A volere la sua costruzione furono, nel 1547, i vicerè spagnoli di Napoli, Alvarez de Toledo e Parafan de Ribeira. Pur essendo parte integrante di tale sistema difensivo abruzzese, le caratteristiche architettoniche della torre di Martinsicuro si distinguono per essere più vicine ai canoni dello stile costiero laziale e campano, rappresentando in tal senso un esempio di rilevante interesse. La costruzione, interamente in laterizio, si imposta su una pianta quadrata, concludendosi con un coronamento aggettante a beccatelli e corrispondenti caditoie sulla parte superiore. La pianta quadrata, l'altezza notevole, la presenza dell'apparato a sporgere su beccatelli sono elementi caratteristici delle torri anteriori al quattrocento, mentre la scarpatura basamentale in pietra sposterebbe la datazione a dopo l'avvento delle armi da fuoco. Manca la merlatura, quasi sicuramente sostituita in epoca più recente da una copertura a tetto a due falde. Le finestre, l'edicola, la feritoia cannoniera, risalgono alla metà del XVI secolo, ma potrebbero essere aggiunte posteriori alla costruzione della torre o trasformazioni delle feritoie, quando la torre perse il carattere strettamente ossidionale e fu adattata a residenza di un certo tono. Il prospetto orientato verso il mare è quello più riccamente decorato, presentando, oltre alle finestre con cornici lapidee, un'edicola sorretta da due grosse mensole, con tracce di un'iscrizione dedicatoria, sull'architrave e sulla base, e l'emblema dell'Imperatore Carlo V caratterizzato dall'aquila bicipite. Due cornici marcapiano in pietra scandiscono inoltre l'intero torrione. All'interno sono ancora visibili gli stemmi gentilizi di Carlo V, supremo committente della fortezza. Un ulteriore carattere architettonico che rende la struttura difensiva di Martinsicuro piuttosto inusuale nel suo genere è la presenza di un edificio adiacente la torre, da ricondursi alla supplementare funzione di dogana e di luogo di rappresentanza che esso doveva svolgere. Tra il primo piano di questa ex casa doganale e la torre esiste un comodo collegamento. La muratura a doppia cortina di mattoni con riempitura di ciottoli e calce, con i ricorsi dei fori pontaioli, è di ottima fattura, ma non fornisce elementi per una datazione più certa, dato che questo sistema costruttivo nel teramano è in uso per lungo tempo. Sul torrione fu rinvenuta una lapide, ora scomparsa, posta nel 1547, cioè ai tempi di Carlo V, in cui era scritto: "CAROLUS V ROMANORUM IMPERATOR ANNO DOM. MDXLVII AD BONORUM SECURITATEM REORUMQUE VINDICTAM ILLUS D. PETRUS DE TOLEDO VICEREX ET CAPITANEUS GENERALIS MAGNIFICO MARTINO SEGURO AUCTORI ERIGI ET CUSTODIRI MANDAVIT



Cermignano Torre Montegualtieri

L’inconsueta torre di Montegualtieri (frazione di Cermignano) è un davvero insolita e rappresenta uno dei due esempi noti in Abruzzo di torre a base triangolare, assieme a quella dell’antica Sutrium vicino a Bussi sul Tirino, nella provincia di Pescara.
La particolare torre di Montegualtieri, posta su un costone di roccia con la funzione di dominare un enorme territorio, era un elemento di primaria importanza nell’apparato di avvistamento della Valle del Vomano. Percorrendo in discesa la Via del Torrione, si può scorgere la torre a forma di triangolo che si protende verso l’alto e che raggiunge un’altezza di circa 18 metri e che si fonde perfettamente con l’ambiente che la circonda.
La torre triangolare Edificata per compiti di vedetta e di difesa, la torre si erge da un robusto basamento a scarpa costruito di roccia sedimentaria di detriti sabbiosi, cementati tra loro dall’argilla, ed è rafforzato da rinforzi in mattoni; la cima è conclusa dal tipico impianto a sporgere su mensole a forma di becchi coronato da una serie di merli posti a intervalli regolari con grande cura per quanto riguarda il profilo costruttivo. La torre fu in parte ripristinata e resa più solida nel 1976 e tutt’oggi è ben conservata. Il borgo di Cermignano, e il relativo contado che includeva Montegualtieri, fu proprietà degli Scorrano fino alla metà del Cinquecento, poi andò sotto il dominio dei de Sterlich e fu un loro possedimento fino alla soppressione della feudalità.




 
 
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